Il blog

di Robino

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Organizzata con largo anticipo, la trasferta di Brescia per assistere al concerto dei mitici Los Lobos, prevedeva la partecipazione mia del Davide Zucca e di Giuseppe Pace (Love, Unity and havin’Fun).
Purtroppo Giuseppe ha dovuto dare forfait per motivi personali e quindi è subentrato al suo posto Ilian “il Turco” detto Pupino.

Senza alcun intoppo si parte puntuali alla volta di Brescia con il potente Vito “camperizzato” del Turco (reduce dalla trasferta per Arezzo Wave), forti delle indicazioni per raggiungere il PalaBrescia di un bresciano doc come il Walterone. Un po’ trafficata l’autostrada, ma sotto la nostra vigile sorveglianza, Pupino limita le infrazioni ad un numero “legale”. Giunti al casello di Brescia Ovest per puro scrupolo chiediamo la strada per il PalaBrescia al casellante (ora da qui in poi dovete immaginarvi le indicazioni dette con forte accento bresciano): “Prendete la tangenziale, prima uscita”. Dovete sapere che le indicazioni del Walterone erano “Mi raccomando, non fate la tangenziale, tenete la sinistra…ecc…ecc…”. Dopo lungo titubare diamo fiducia al Walterone, ma finiamo dritti all’ingresso dell’Ortomercato. Niente di male, non avremo capito noi, torniamo al casello e decidiamo di dare fiducia al casellante, ma ci ritroviamo allo stesso punto di prima… Riprendiamo la tangenziale, forse abbiamo capito male noi, usciamo alla seconda…niente PalaBrescia. Proviamo a dirigerci verso il centro per cercare qualcuno a cui chiedere un informazione. Percorriamo almeno 3 Km. durante i quali le uniche persone che incontriamo sono palesemente non italiane, insomma per essere sinceri sembrava più di stare alla casbah di Marrakech che a Brescia. Un signore ci consiglia di ritornare in tangenziale e uscire a Brescia Centro, poi ci sono le indicazioni…tùrna indrè…Brescia Centro (in piccolo), usciamo, merda ancora nulla, anzi ci perdiamo nella Zona Industriale, intanto il tempo passa e ci rassegniamo a perdere l’opening act di Graziano Romani (spacciato a Pupino come il Bruce Springsteen italiano…vabbè…). Una coppia di signori (che non so cosa facessero a spasso tra capannoni e tir) ci fornisce una strada un po’ complicata ricca di rotonde (a proposito a Brescia ci sono sicuramente più rotonde che bresciani) e semafori che però speriamo almeno ci porti nella giusta direzione. Seguiamo le indicazioni ma ci fermiamo di nuovo a chiedere (non si sa mai), e infatti…”tornate indietro prendete la tangenziale verso il Lago di Garda, uscita Brescia Centro, alla rotonda a sinistra e siete arrivati”. Ma quante cazzo di uscite Centro ha stà città ??? Ulteriore richiesta di conferma al benzinaio della tangenziale e alla fine i conti tornano, uscita Brescia Centro alla rotonda a sinistra e siamo arrivati.
21.15, l’orario previsto per l’inizio del concerto è le 21.30, ma visto che la band è ancora a tavola a magnare, bere e a rendersi disponibile per autografi e foto con i fans, decidiamo di rifocillarci prima di entrare nella tenso-struttura. Usufruiamo del ristorantino all’aperto connesso al palazzetto e ci ingolliamo tre begli hamburger con patatine prima di accomodarci all’interno. Il palazzetto è allestito come un teatro con sedili di velluto rossi dotati di porta-bicchiere (caratteristica che colpisce Pupino). Ci sistemiamo circa a metà e finalmente verso le 22.15 entrano i Los Lobos.
Si parte con qualche brano dal loro “Acustico en Vivo” e dopo il secondo il gigantesco David Hidalgo invita la gente, sino ad ora ordinatamente seduta, ad avvicinarsi al palco, suggerimento seguito da quasi tutti (non da noi) e concerto che comincia a scaldarsi nonostante la pessima acustica (fredda e rimbombante) iniziale. La seconda parte del concerto è più rockeggiante e vicina al recente “Live at the Fillmore”, pezzi classici si alternano a più recenti successi e la gente sotto il palco balla scatenata. Anche l’acustica sembra che pian piano venga sistemata e si comincia a sentire in maniera decente. La terza parte è dedicata quasi completamente al Tex-Mex che li ha resi famosi e non ci si può esimere dal danzare spensieratamente. Finale con il classicissimo “La Bamba” (classicissimo solo per noi italiani in quanto non mi risulta essere un pezzo che la band esegue più spesso) e felici delle quasi due ore di ottima musica ci rimettiamo sul “Vito” per rientrare. Ovviamente sbagliamo ancora una volta strada, ma l’ennesima inversione a U non consentita ci rimette in carreggiata. Pioggia e vento forte da Bergamo ad Agrate e rientro a Milano in un paesaggio quasi apocalittico con alberi in mezzo alla strada o adagiati su cavi elettrici e cartelloni pubblicitari divelti. Accidenti che tempesta che ci deve essere stata e noi per fortuna l’abbiamo evitata…alla faccia di chi dice che la musica rock fa male.

non ricordo più chi... ma qualcuno aveva detto "a brescia non si perde nessuno!" le ultime parole famose...


Mi viene in mente Lucio Dalla..."nel centro di Bologno non si perde neanche un bambino"